Come uscire vivi e felici dal patibolo del senso di colpa

Senso di colpa


25 settembre 2015

Blog / life coaching - By: Dario Perlangeli

Ciao, ben trovato, prendo il testimone dal precedente articolo per continuare a parlare di senso di colpa e mantenere così la mia promessa…

In questo post ti svelerò il segreto dei segreti, la matrice di ogni tuo problema:

    • scoprirai come nasce il senso di colpa
    • come evitare…l’errore che tutti facciamo per liberarci dalla colpa e che invece ci fa sentire ancora di più in colpa
    • in che modo attaccare o difenderti dagli altri rinforza il senso di colpa
    • come uscire vincenti dal ciclo attacco-difesa interrompendo lo schema più distruttivo del comportamento umano.

Il senso di colpa nasce con la nascita dell’ego (sistema di credenze).

Nessuno di noi riesce a comprendere che esiste una realtà diversa da quella che vede e quindi, non potendo credere in ciò che non vede, finisce con il credere che esiste solo ciò che vede.
Ad un tratto, sei diventato un tutt’uno con quello che vedi perché pensi che non ci sia altro.
Questo è il processo che porta a identificarsi.

Il senso di colpa e l’identità

Chi sei veramente?
Io sono le cose che credo possibili.
Io sono il mio carattere, le mie insoddisfazioni, le mie paure, il mio corpo.
E così credi di non potere essere altro.
Del resto come potresti credere di essere qualcosa o qualcuno di cui neghi l’esistenza?
Il sistema di credenze diventa “il mondo del possibile”
.
Il resto è sbagliato perché non dovrebbe esistere: è impossibile.
Ma chi stabilisce ciò che è possibile e impossibile?
I fisici quantistici definiscono la realtà “un mondo di infinite possibilità”. Viviamo in un immenso e illimitato oceano di possibilità.

Chi pone i limiti alle tue possibilità se non te stesso con il tuo sistema di credenze?

Ancora una volta,
separarsi dall’universo in cui tutto è possibile e identificarsi in un modello dalle possibilità limitate, dimostra che le tue credenze rappresentano il più grande riduttore di potere che sia mai esistito.

È come se, da un esercito smisurato di 100 miliardi di persone, una mattina, 100 dei suoi uomini si svegliano con l’idea di essere i soli e di rappresentare la totalità.

Ora, se consideriamo che ognuno dei componenti rappresenta una “risposta possibile” a ciò che la vita presenta, non credi sia logico pensare che questa errata percezione di separazione dal tutto sia uno straordinario limitatore di potenza, velocità, risultati?

Per giunta è un limitatore automatico. Agisce al di sotto della tua consapevolezza. Quindi, se in questo momento il mio ragionamento ti sta convincendo del fatto che sei infinitamente più potente di quello che credi, il solo fatto di darmi ragione non sarà sufficiente a disattivare il “limitatore automatico”.

Come si disattiva il limitatore automatico?

Te lo sei già chiesto? Come si può disattivare il limitatore automatico senza perdere il controllo della propria inaudita potenza?
La risposta è solo una: con la consapevolezza e la presenza.
Se è vero, come è vero, che l’ego per definizione agisce nel dualismo e quindi nel tempo, passato-futuro, solo lo stato di presenza consapevole potrà permetterti di evadere da prigione e sfuggire ai rottweiller della mente (del passato), insaziabili segugi.

Ti prometto che di questo parlerò in un’altra occasione.

Ora, se sei arrivato fin qui, sarai ancora più curioso di come andrà finire. Segui il mio ragionamento…

Abbiamo visto che il senso di colpa nasce con la nascita dell’ego e con l’idea di essersi “realmente” separati dalla fonte (consapevolezza pura, amore, nulla di materiale e tutto di potenziale, campo quantico dei potenziali, Dio). Decidi tu come definirla, il senso non cambia: la fonte da cui provieni è la matrice di ogni possibilità e percepirti distaccato da essa equivale ad una privazione d’amore.
La sensazione fisica che senti quando vivi la colpa è dovuta ad una forte carenza di amore che si accentua al verificarsi di determinati episodi in cui attacchi o ti difendi da qualcuno.

Infatti, è  l’atto dell’osservazione e quindi del focalizzare la propria attenzione su un giudizio (giusto/sbagliato) che genera l’accentuarsi della separazione dalla fonte.

Perché il senso di colpa è la più grande menzogna che racconti a te stesso!

Sentirsi in colpa è una pura illusione e se la stai vivendo ora,  è perché ti stai raccontando una storia non vera, ma percepita come tale.
Stai dicendo che la realtà non è infinita, che alcune cose sono possibili, altre no.

Stai dicendo che il tuo ego rappresenta la “fonte”.

Questa è una menzogna. La più grave.
L’ego non è la fonte anche se il suo compito è quello di fartelo credere.

Tutti facciamo un grande errore.

Come evitare l’errore che tutti facciamo per liberarci dalla colpa e che invece ci fa sentire ancora di più in colpa?
< La colpa -nel senso comune del termine- è sempre legata a qualcosa di specifico del nostro passato: ti senti colpevole per ciò che hai fatto o per ciò che non hai fatto. Tuttavia, queste esperienze consce di colpa sono solo come la punta di un iceberg.
Se pensi ad un iceberg, al di sotto del mare c’è questa enorme massa che rappresenta ciò che è la colpa. La colpa è, in realtà, la somma totale di tutti i sentimenti negativi, le credenze e le esperienze che hai mai vissuto nei tuoi confronti.
Così la colpa può essere qualsiasi forma di odio o rifiuto di te stesso: sensazioni di incompetenza, fallimento, vuoto, o sensazioni che ci sono in noi cose mancanti, insufficienti o incomplete>.  Kenneth Wapnick

Una volta che ti senti in colpa, crederai di dover essere punito per i tuoi errori.
Questo genera la PAURA!

È questa la natura di ogni forma di paura: il credere di dover essere punito per ciò che hai fatto o non hai
Qualcuno ha anche speculato su questo concetto e continua a farlo.
Ti dice che Dio ti punirà perché ti sei separato da lui e quindi hai peccato. (quel qualcuno lo chiama peccato originale).

Il primo a speculare su questo concetto è il tuo stesso ego, perché in qualche modo, per garantirsi una “vita agiata”, deve cercare di allontanarti dalla fonte.
Allontanandoti dalla fonte, almeno nella percezione, senti di non poterti più affidare a lei, quando hai bisogno.

Come potresti chieder aiuto a qualcosa di cui in fondo hai paura? Infatti, senti ora cosa è successo…La fonte, la consapevolezza pura, la matrice di amore, Dio è diventata un nemico da cui difendersi perché, con la separazione senti di aver errato, ti senti in colpa e hai paura di dover essere punito.

Chi ti aiuta allora quando ti senti in colpa e vivi una forte ansia e paura?
Che ne dici di chiedere aiuto al tuo stesso ego?
Caro ego, mi aiuti a non sentirmi in colpa e a liberarmi da questa ansia?
Ora, detto tra me e te, in privato: non è stato quello stronzo di ego a cacciarti in questi casini? Non potevi chiedere aiuto a qualcun altro?
Invece no!
Ascoltassi almeno il consiglio di Einstein:
Non puoi risolvere un problema con la stessa mente che lo ha creato”.

Vabbè, lui parlava sempre di mente, ma…ci siamo capiti…

Quando chiedi al tuo carceriere di liberarti, è molto probabile che stai creando delle nuove sbarre, più serrate e robuste!

Comunque… A parte le battute per tentare di nascondere il dramma, per uscire dall’impasse della colpa, la tua mente egoica, ti fornisce due strumenti che, se ci pensi bene sono davvero geniali!

GE-NI-A-LI !!!

Prima ti dice: “Fai finta che il problema non ci sia. Nega a te stesso l’esistenza dell’errore/peccato e vedrai che esso scomparirà. Ti basta allontanarlo dalla tua consapevolezza ed è fatta.”
Si chiama negazione ed è un meccanismo di difesa che interviene ad un livello inconscio. Quindi sfugge al nostro controllo.

Hai capito bene, non ti accorgi di negare le tue colpe.

Non è geniale?!! Quante volte lo abbiamo fatto da piccoli e anche da grandi…
Negare l’evidenza ci ha spesso salvato la faccia e impedito di provare vergogna di fronte a qualche casino che avevamo combinato…
Ma c’è una brutta verità che devo confessarti e che né io né te dovremmo mai più negarci: La colpa, non se ne va negandola.
Resta invece incastrata a qualche livello e da lì in poi farà un lavoro devastante!
Ti farà sentire ancora più in colpa, ti provocherà ansia, paura, aggressività e tutto quello che di brutto ti viene in mente in questo momento.

Ora, ti chiedo davvero di perdonarmi, sono le 2 di notte. Sono davvero stanco e non riesco a finire di scrivere…

Ho bisogno di un po’ di pazienza da parte tua… Appena mi sentirò ancora ispirato completerò l’articolo… Continua a seguirmi, ma ti prego, non lasciarmi solo….lascia qualche commento per dirmi cosa ne pensi….

Le statistiche dicono che il precedente articolo è stato letto da quasi 3500 visitatori…ma  a me non interessano le fredde statistiche! Io voglio parlare con te, personalmente! 

Ricapitolando, mi mancano questi 3 punti:

  • come evitare l’errore che tutti facciamo per liberarci dalla colpa e che invece ci fa sentire ancora di più in colpa
  • in che modo attaccare o difenderti dagli altri rinforza il senso di colpa
  • come uscire vincenti dal ciclo attacco-difesa interrompendo lo schema più distruttivo del comportamento umano

Ok, ne parlerò tra qualche giorno.

Intanto, se vuoi prenotarti, ti comunico che terrò una conferenza domenica 18 ottobre a Galatina (Le), dal titolo :

Come liberarti dal senso di colpa una volta per tutte.

Interessante vero? 

A presto!
Dario

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Dario Perlangeli

Papà di Viola, Lorenzo e Alessandro, insieme alla mia anima gemella Cristina ho ideato e sviluppato il metodo INCIMA, per aiutare le persone a creare una psicologia robusta e fare della felicità un'abitudine. Lo faccio offrendo ad ognuno dei miei studenti i magici benefici del coaching individuale e delle meditazioni personalizzate.

2 comments

Elena Leoni

Tutto bello fino a quel “Continua a seguirmi, ma ti prego, non lasciarmi solo….”
Noi avevi detto che non siamo mai soli?
E, poi, cosa fai, vuoi farmi sentire in colpa se non ti seguo più?

Dario Perlangeli

Ciao Elena, mi fa molto piacere che l’articolo ti sia piaciuto. No, non credo che io volessi farti sentire in colpa o forse si… Ad una prima analisi ho voluto solo fare una battuta… ma forse sto cadendo anch’io nell’errore di cui parlerò ne terzo articolo… E’ così subdolo questo meccanismo che ci cadi dentro senza accorgertene. Se così fosse grazie per avermi messo in guardia e grazie anche per il “tutto bello”. Ti aspetto al prossimo articolo! Uscirà tra una settimana. Posso scrivere che mi piacerebbe se lo leggessi senza indurti ad un senso di colpa qualora non lo facessi? 🙂

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