Emozioni: impara a gestirle per vincere la tua ansia


23 maggio 2016

Blog / life coaching / Metodo INCIMA - By: Cristina Bari

Che c’entra la gestione dell’emozioni con l’ansia? E questa dove si annida? Da dove partono le sue radici?
Perchè pensiamo di averla sconfitta per poi vederla rispuntare all’improvviso?
Pensa alla tua infanzia…non temere non è uno di quei “giochetti” da psicologi televisivi, è il nostro modo di aiutarti a crescere, grazie al metodo INCIMA.
Ti comprendo pienamente, accade anche a me.
Non si riesce a discernere ciò che è necessario da ciò che invece non lo è. E l’ansia continua a montare.


Secondo indagini scientifiche la nostra società è caratterizzata da un sovraccarico cognitivo che abbassa di molto il livello di autocontrollo. In poche parole oggi ci sono più “tentazioni”, siamo sottoposti a più “impulsi”, la nostra attenzione non riesce a discernere le cose importanti dalle futili, le benevole dalle dannose. Insomma resistere è diventato più difficile…avere autodisciplina e autocontrollo è diventato davvero difficile. E laddove non c’è controllo subentra l’ansia.

Aspetta un attimo però, non voglio che tu mi fraintenda.
Ti spiego cosa intendo esattamente con “autocontrollo”, perché in realtà questa parola non mi piace un granché.
Perché dovrei auto controllarmi, frenare i miei impulsi, perdere la mia spontaneità? Non voglio essere un automa!
Non voglio farlo: è troppo faticoso ed innaturale! Io non credo nell’autocontrollo, credo nell’armonia e nella capacità di educare le proprie emozioni (in effetti sono specializzata in gestione delle emozioni).

Il controllo o autocontrollo è qualcosa che è legato al ‘fare’, io invece preferisco lavorare sull’essere per farlo evolvere e migliorare. Perché dovrei sforzarmi di fare qualcosa che a volte mi risulta molto molto difficile se ho la possibilità, grazie ad un metodo semplice ed efficace, di calmare naturalmente la mia ansia e imparare a gestire le mie emozioni? Non so tu ma io preferisco le cose più facili alla possibilità di ‘controllare’.
Fatta questa precisazione sappi perciò che userò la parola autocontrollo con questa accezione: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, evoluzione interiore…insomma qualcosa che ti permette di migliorarti come persona e vivere una vita più semplice e bella.

Come si elimina l’ansia? Con l’autocontrollo! (ovvero con la gestione delle emozioni)

La più semplice delle verità è che l’attenzione regola le emozioni; l’autoregolamentazione delle emozioni si basa proprio sull’attenzione esecutiva.
Inizi a sentirti inquieto?
Concentrati su un nuovo “oggetto” di interesse, sposta la tua attenzione su altro, su ciò che realmente conta, su qualcosa di positivo e piacevole.
Usa la vostra forza di volontà per direzionare la tua attenzione su ciò che devi fare: questa nuova allocazione dell’attenzione ti porterà subito in uno stato emotivo più lucido ed equilibrato. Chi riesce ad autocontrollarsi è perchè riesce a concentrare l’attenzione esecutiva su altro: un obiettivo diverso, magari più lungimirante, una gestione più semplice degli impegni…etc.

Regolare le emozioni vuol dire autocontrollo degli impulsi: rinunciare ad una gratificazione immediata, ad una tentazione, aumenta il nostro livello di autodisciplina, e ci induce ad una maggiore attenzione e concentrazione. Da qui un più alto livello di autocontrollo e di autoconsapevolezza.
L’autoconsapevolezza delle nostre emozioni ci permette di riconoscere i “sintomi” ed accorgerci quando il mostro dell’ansia prende il sopravvento: un buon livello di autocontrollo ci permette perciò di prendere le distanze, di resistere e di allocare la nostra concentrazione su altro. Queste tre fasi, base del controllo esecutivo, sono le fondamenta della forza di volontà.
Ma la sola forza di volontà basta?
Non sempre. Non solo. A volte non basta. La forza di volontà è un meccanismo conscio che attiviamo tutte le volte in cui prendiamo una decisione, cioè agiamo in maniera diversa. Ad esempio: decido di smettere di fumare e lo faccio mettendoci tutta la mia volontà. Magari non fumo per 2-3 giorni e credo di aver vinto ma al primo stress, quando l’ansia sale un po’, ecco che mi scatta il bisogno automatico e incontrollabile di una sigaretta. Dove è finita la mia forza di volontà? La sola volontà non basta perché noi non abbiamo solo una mente conscia (volontà) ma anche una mente inconscia, automatica, sede delle nostre abitudini.
Se l’informazione radicata a livello inconscio dice: “fuma = elimina ansia e stress”, io con tutta la mia buona volontà non riuscirò a ‘controllarmi’ e cederò alla sigaretta. Ed è così per i dolci, per le urla contro i figli, per il nervosismo. Oltre ad un lavoro, utile e positivo, sulla mia forza di volontà, se voglio il vero ‘cambiamento’ dovrò fare un lavoro sulle mie convinzioni interiori per cambiare la vecchia associazione “fuma=elimina ansia e stress”, sostituendola con qualcosa di nuovo che non faccia più agire in automatico.
Il metodo INCIMA lavora sul doppio binario: da un lato il lavoro conscio, dall’altro un lavoro più profondo. È questo che ci fa promettere il cambiamento.
Torniamo adesso però a parlare di cosa puoi fare subito e facilmente… per l’altra parte hai bisogno del nostro aiuto 🙂

Come allenare l’attenzione per aumentare l’autoconsapevolezza?

L’autoconsapevolezza si “serve” di due tipi specifici di attenzione:
• l’attenzione selettiva che ci permette di concentrarci su un singolo oggetto e di ignorare tutto il resto
• l’attenzione aperta che ci consente di raccogliere informazioni nel mondo esterno e dentro di noi.
Un giusto equilibrio tra le due porta all’autoconsapevolezza.
Cos’è allora l’attenzione esecutiva di cui abbiamo parlato? L’attenzione esecutiva è “semplicemente” una metacognizione, è l’attenzione all’attenzione stessa: essa ci permette di essere consapevoli dei nostri stati d’animo. Ci dice: “Attenzione! Ti stai agitando! Attenzione! Alto livello di ansia”. Accorgendoci di ciò che sta accadendo, tramite l’attenzione esecutiva possiamo “spostare” la nostra concentrazione su altro, possiamo focalizzare ciò che realmente conta.
Ma se abbiamo parlato di allenamento vuol dire che l’attenzione esecutiva è una dota naturale che può essere sviluppata? Oppure è una caratteristica genetica? Un metodo di vita?
L’attenzione esecutiva non deriva dai nostri geni, non c’è un talento naturale a sviluppare un’attenzione esecutiva (e dunque avere più probabilità di successo).
“L’epigenetica – la scienza che studia l’impatto dell’ambiente sui nostri geni- ci dice che il semplice fatto di ereditare un insieme di geni non significa che essi avranno importanza. I geni sono come un interruttore biochimico: se non vengono attivati è come se non ci fossero.” (Goleman, “Perchè fare attenzione ci rende migliori e più felici”).
L’interruttore può trovarsi in vari elementi interni o esterni: cibo, ciò che impariamo, chi frequentiamo, un libro. Soprattutto le ‘esperienze’ che scegliamo di vivere. Fare una nuova esperienza, positiva, divertente, utile, ci permette di attivare nuovi interruttori perché in un’esperienza sono coinvolti tutti i nostri sensi.

Mi capita spesso di parlare con persone che hanno letto veramente tantissimi libri di crescita personale. Macinano libri su libri, divorano informazioni, sono preparatissimi su ogni argomento. Eppure non riescono a mettere in pratica quasi nulla, nella loro vita, di ciò che hanno imparato. Come mai? Se manca l’esperienza (mettere le mani in pasta, frequentare un percorso, mettersi in gioco in modo nuovo) manca l’allenamento alla creazione di nuove abitudini. Manca il fare. C’è tanto sapere ma c’è poco saper fare e quindi poco saper essere. Più scegli nella tua vita esperienze di altissimo valore e più il tuo cervello sarà portato a migliorare e a permetterti facilmente di fare cose che un attimo prima non credevi possibili.

Quindi la funzione esecutiva può essere (anzi) deve essere insegnata!

Vari studi nell’arco degli anni hanno dimostrato come bambini che avevano sviluppato un buon autocontrollo durante l’infanzia, hanno poi avuto successo nella vita. Altri bambini invece dotati persino di un QI più alto, ma con un basso autocontrollo hanno condotto una vita adulta contraddistinta da difficoltà economiche, relazionali, a volte anche con la legge.
Ma perchè accade? Come mai persone di talento non hanno poi successo nella vita?
Perchè persone cresciute con gli stessi stimoli, nello stesso ambiente, nella stessa famiglia hanno risultati differenti? Dipende dalla loro attenzione esecutiva, da quanto riescono a “controllare” i lori impulsi (quindi gestire le loro emozioni) , da quanto riescono a concentrarsi per selezionare cosa far passare da quel collo di bottiglia. Sto parlando di gestione delle emozioni. Sto parlando del fatto che tantissime persone buttano la loro vita su emozioni dannose, inutili come l’ansia e l’eccessivo stress e si dimenticano che il vero scopo della vita è l’armonia e forse non sanno quanto può essere facile ritrovarla…
Tutti gli impegni che abbiamo irrompono nello spazio limitato della nostra attenzione togliendo spazio vitale: ed ecco che si genera nuova ansia.
La capacità di resistere alle tentazioni, di sviluppare un buon autocontrollo, di dirigere la concentrazione verso ciò che conta sono armi vincenti non solo nella battaglia contro l’ansia, ma per vincere nella vita.
Tutto ciò che viene fatto per rafforzare la capacità di controllo cognitiva dei bambini li aiuterà per la vita.

L’attenzione esecutiva per essere un leader

Dall’ansia vinta, da una migliore gestione dell’attenzione, da un solido livello di autocontrollo si può sviluppare la tua leadership personale.
Avere successo nella vita vuol dire avere avuto nell’infanzia (o appresso successivamente da adulti: ricordate la funzione cognitiva può essere insegnata!) solido autocontrollo e autodisciplina; vuol dire avere prestato l’attenzione a ciò che contava senza mai distrarsi…qualunque personaggio di successo può dirvelo.
Il leader è colui che ha ben chiari nella mente i suoi obiettivi, ha un visione chiara del suo futuro e di dove vuole andare e non perde tempo con le chiacchiere. È molto concentrato, perché è molto focalizzato.
Chiunque, in qualsiasi momento della vita, può allenare la sua naturale capacità di focalizzazione per stare meglio con se stessi e con gli altri e realizzare nuove mete professionali.
FOCALIZZARE.
Focalizzare l’obiettivo, disciplinare la propria vita per quell’obiettivo è il metodo per avere successo nella vita. È una questione di educazione, di allineamento.
Un vero leader dirige l’attenzione su ciò che realmente conta e sulle opportunità da cogliere, attira e guida l’attenzione degli altri, semplifica processi complessi perché SA cosa è necessario e cosa è superfluo.
“Un genio colpisce il bersaglio che gli altri non vendono neppure” diceva Shopenhauer
Un vero leader è forte del suo autocontrollo, ri-alloca la sua attenzione e focalizza ciò che è importante.
Così si vince nella vita. E quale vittoria è più bella se non quella di vivere la vita che si vuole?

Lo so, forse ti ho un po’ spaventato.
So di averti comunicato un concetto molto importante con un tono anche forte in alcuni momenti.
Ho scelto questo tono e questa forza perché mi occupo quotidianamente di risolvere i problemi causati dall’ansia. E so che se sottovalutata ti può portar via anni preziosi della tua vita. In maniera lenta, silenziosa e inesorabile.
Anche se mi diverto molto con i miei studenti perchè trovo che si possa essere “seri senza essere seriosi”, ho voluto usare una comunicazione decisa.
L’ansia è una cosa che io tratto con molto rispetto.
Non accetto che prenda in ostaggio la tua felicità per così tanto tempo.

Se vuoi fare chiarezza sulla tua vita, comprendere dove ti trovi e cosa ti sta impedendo di liberarti dall’ansia o di realizzare i tuoi obiettivi e di essere felice, prenota la tua sessione di coaching telefonico.

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Cristina Bari

Mamma di Viola, compagna di vita e di professione di Dario, ho ideato e sviluppato il metodo INCIMA, per aiutare le persone a creare una psicologia robusta e fare della felicità un'abitudine. Lo faccio offrendo ad ognuno dei miei studenti i magici benefici del coaching individuale e delle meditazioni personalizzate.

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