Il coach allena la mente al pensiero laterale


16 maggio 2011

Blog - By: LOAD

“ Il pensiero laterale è come la retromarcia in una macchina. A nessuno verrebbe mai in mente di andarsene sempre in giro in retromarcia. D’altra parte, è necessario averla e saperla usare, se si vuole poter fare manovra e uscire dai vicoli ciechi”.

“Lo scopo del pensiero laterale non è avere ragione, ma essere efficaci”.

Edward de Bono nel suo libro Il pensiero laterale del 1967, afferma che imparare a pensare in maniera più efficace non è difficile e può migliorare di molto la nostra ingegnosità nel risolvere i problemi. De Bono, l’autore più famoso nella letteratura del pensiero, ha fatto si che le persone riflettessero sull’efficacia del loro schemi di pensiero e delle loro idee.

Il termine “pensiero laterale” fu ideato proprio da de Bono e oggi è talmente diffuso da comparire nei maggiori dizionari. De Bono cominciò a scrivere negli anni sessanta quando non esistevano procedure unificate per raggiungere nuove intuizioni. L’idea emerse da uno studio sul funzionamento della mente umana.

De Bono riteneva che paragonare il funzionamento del cervello ad un computer non fosse proprio corrispondente al suo reale funzionamento. Piuttosto il cervello può essere definito come “un ambiente speciale che permette alle informazioni di organizzarsi in modelli”. La mente funziona attraverso la creazione di modelli, permette l’ingresso di nuove informazioni inserendole in modelli già esistenti.

Dunque una nuova idea deve combattere con una idea vecchia per affermarsi, de Bono cercò un modo più pacifico per l’affermazione di nuove idee. Il pensiero laterale è la creatività che ci consente di ristrutturare i modelli e ampliare le nostre vedute. E’ un nuovo modo di gestione delle informazioni che porta a risultati più creativi.

Il pensiero laterale è una alternativa al “pensiero verticale” cioè quello logico che ci imprigiona in modelli convenzionali. La nostra cultura, e in particolare il sistema scolastico tradizionale, pone molta enfasi sull’uso della logica secondo la quale un’affermazione corretta conduce alla successiva, finché si giunge alla soluzione “giusta”. Tuttavia questo schema di pensiero potrebbe non essere adeguato nell’affrontare situazioni particolarmente complesse.

A volte occorre “pensare fuori dagli schemi” per evitare di rimanere incastrati in circoli viziosi di cui noi stessi siamo i creatori. Il pensiero laterale non cancella il pensiero verticale, lo completa e va usato quando abbiamo esaurito le possibilità forniteci dai normali schemi di pensiero.

De Bono ci suggerisce molte tecniche per “allenare” il pensiero laterale.
Alcune di queste sono:

  • Generare alternative: per arrivare a soluzioni migliori, bisogna avere prima di tutto più scelte;
  • Mettere in discussione i presupposti: il non mettere mai in discussione fossilizza la nostra mente;
  • Stabilire una quota: decidere di trovare un numero prestabilito di idee su una determinata questione. Spesso è l’ultima idea a rilevarsi più utile;
  • Fare analogie: cercare di vedere in che modo una situazione sia simile ad un’altra, apparentemente diversa.
  • Invertire il pensiero: inverti il modo in cui osservi una situazione, cioè considera l’opposto e potresti rimanere sorpreso dalle idee che emergeranno;
  • Trovare l’idea dominante: non è una capacità facile da acquisire, ma è estremamente utile per comprendere il cuore di un libro, un discorso, una conversazione ecc.
  • Fare brainstorming (letteralmente: tempesta di cervelli), più idee, più persone possono far emergere un’ottima soluzione;
  • Sospendere il giudizio: anche se inizialmente una idea non sembra molto attraente provare a considerare il suo funzionamento.

Una delle idee fondamentali di De Bono è che chi usa il pensiero laterale non sente l’esigenza di “essere sempre nel giusto” ma soltanto di essere efficace. Il bisogno di avere ragione e di fare la cosa “giusta” impedisce il formarsi di nuove idee. La cosa più importante è generare molte idee, alcune sbagliate, altre giuste.

Idee tanto grandiose quanto ovvie sono nascoste nella nostra mente, in attesa solamente di essere stanate. Ciò che impedisce di farle uscire allo scoperto è l’abitudine a pensare in modo convenzionale. Per ottenere risultati diversi, dobbiamo collegare le informazioni in modo diverso.

Abbiamo il culto della genialità ed esaltiamo personaggi famosi, come Einstein, soltanto perché alla maggior parte di noi non viene insegnato a pensare in modo migliore. Ognuno di noi ha potenzialmente un flusso di idee originali inesauribili. La mente necessita solo di essere allenata. Quello che noi coach aiutiamo a fare è allenare la mente allo sviluppo del pensiero laterale e della creatività per dar vita a nuovi modelli mentali ed abitudini di eccellenza.

E’ fondamentale riconoscere e acquisire consapevolezza dei propri schemi mentali abitudinari, per comprendere come azioni simili portano agli stessi risultati. Se ciò che si desidera è conquistare nuove mete, allora è necessario “ampliare i modelli di pensiero”, “espandere il modello” aggiungendo nuove informazioni efficaci che possano aiutare nell’emersione di nuove idee.

Si tratta di una missione importante poiché, tra le varie cose che contribuiscono al progresso del mondo, alla loro base ci sono sempre idee nuove e migliori.

 

Rispondi