Come essere autentici e autorevoli nelle relazioni con gli altri

relazioni


28 gennaio 2016

Blog / life coaching / Metodo INCIMA - By: Cristina Bari

Vuoi creare relazioni autentiche? Ecco una scorciatoia.

Le relazioni umane permettono a ogni persona di essere se stessa.
Ognuno di noi cresce, evolve, impara grazie alle proprie relazioni.

Che siano familiari, professionali, amichevoli, le relazioni
sono uno dei banchi di prova più importanti e a volte più tosti della vita.

Credimi, lo so bene. Ho fatto delle esperienze davvero molto forti il cui
significato ha sicuramente influenzato la direzione che ho dato alla mia vita.

Anche se non ti conosco personalmente, posso immaginare quello che stai provando e il perché hai scelto di leggere e ascoltare queste parole.

Come evitare di sconfinare e ridurre inutili tensioni nelle relazioni?

Non so nelle tue, ma nelle relazioni, in genere, ci sono momenti di tensione, sconfinamento e incertezza su quali siano i confini da rispettare.

In tutte le relazioni ci sono momenti del genere. Non trovi?

È anche vero che, in generale, le persone che si trovano in relazioni sane, si apprezzano reciprocamente per quello che sono, accettando pregi e difetti, senza sentire il bisogno di cambiare l’altro, denigrare i suoi comportamenti, accusarlo di continuo o giudicare ciò che fa.

Ciò significa che queste persone sono libere di essere loro stesse, e non sono costrette ad indossare una maschera o ad adottare un ruolo comodo per mantenere stabile la relazione.

Se stai vivendo una relazione che non ti appaga e non ti soddisfa sei sicuramente sotto una cappa di costante frustrazione, tristezza, delusione, ansia.

Stai sprecando incredibili quantità di energia e… lasciamelo dire < ti stai rovinando la vita >.

Puoi essere te stessa continuando a restare insieme a lui?

C’è una domanda fondamentale che puoi chiederti in ogni relazione che intraprendi personale o professionale: “Posso essere me stessa stando insieme a lui?”.

Marito e moglie, fidanzati, potenziali partner dovrebbero reciprocamente porsi questa domanda. Ti dirò di più, e qui tocco una nota davvero dolente: dovrebbero chiederselo soprattutto i figli nei confronti dei genitori.

Ci sono genitori che “usano i loro figli come marionette”, non sono liberi di indossare ciò che vogliono, mangiare ciò che vogliono, giocare come vogliono, fare quello che vogliono.

E con questo non voglio professare l’anarchia totale ma il rispetto dei figli in quanto persone libere e pensanti.

Forse stai spianando la strada della sfiducia di tuo figlio.

Attenzione perché i genitori di questi bambini stanno silenziosamente spianando la strada alla frustrazione e sfiducia in se stessi dei propri figli, e questo avrà una ripercussione importante sulla loro vita e sul loro benessere!

Se la tua risposta alla domanda “Posso essere me stessa stando insieme a lui?” fosse negativa, allora devi scoprire il perché.

È perché l’altra persona non ti permette di essere genuina o perché non hai abbastanza fiducia in te per rivelare ciò che sei veramente?

Oppure è una combinazione tra la tua mancanza di fiducia e la sua scarsa capacità di accettazione?

In genere si può affermare che il grado di fiducia in se stessi e di genuinità delle nostre parole e azioni determina il grado in cui attraiamo persone che ci accettano per quello che siamo.

Più siamo dediti a noi stessi, crediamo nelle nostre capacità, ci amiamo abbastanza, più tendiamo ad entrare in risonanza e trovare sulla nostra strada persone che ci rispettano e ci apprezzano per ciò che siamo veramente.

Se sei defocalizzata da te stessa, concentrata sugli altri, non credi in te, non ti ami e non sai cosa vuoi veramente, allora attrarrai persone che non ti rispettano, ti trattano male, ti deludono costantemente, ti tradiscono o ti abbandonano.

Questa è una legge a cui nessuno di noi può sfuggire.

Hai bisogno di autorevolezza e autenticità nelle relazioni con gli altri? Prova questo metodo certificato.

Fermati un momento a riflettere su di te e la tua vita.

Il tempo passato a conoscere te stesso è ben speso.
Chiediti: “Sto reprimendo me stesso? Ho paura di essere pienamente me stesso con questa persona? Se sì, perché ho questo timore?
Ho paura di distruggere la nostra relazione se avessi il coraggio di essere me stesso?”

Deresponsabilizzarsi: la cattiva abitudine nelle relazioni.

Chiediti: “Sto facendo scelte diverse da quelle che farei normalmente, solo per cercare di conquistare l’amore e il rispetto di questa persona?”

Se la risposta a queste domande è sì, stai soffrendo a causa della tua deresponsabilità.

Se vuoi una vita più bella e più felice hai bisogno di imparare a diventare responsabile. Ora chiediti: hai bisogno di controllare o di dominare le persone che ti sono vicine?

Se così fosse avresti bisogno di farti un po’ da parte e spostare le tue priorità. Anche questo è apprendimento, si tratta di modificare i tuoi comportamenti, variare le tue abitudini.

Chiediti: “Sto interpretando un ruolo che non mi si addice più?
Non sono in grado di tener fede ad un accordo o a un impegno perché i miei pensieri e i miei sentimenti sono cambiati?
Ho fatto qualcosa di cui mi sento in colpa?”

Anche in questo caso avresti bisogno di liberarti, che non significa sbandierare la verità ai quattro venti, perchè questo avrebbe conseguenze troppo negative, significa invece imparare a liberarti dalla colpa, perdonarti e accettare il tuo nuovo stato in quanto verità significativa per la tua vita.

È un lavoro interiore, spirituale.

A volte, attorno a noi creiamo una vita che limita il ventaglio delle nostre possibilità e ci impedisce di essere e agire in maniera onesta e vera verso noi stessi. Non credi anche tu?

Onestamente, osservati dall’esterno.

In altre parole ci chiudiamo in una prigione che edifichiamo intorno a noi.

Come evadere di prigione scongiurando definitivamente il pericolo di rientrarci.

Buttare giù questa prigione sembra spesso più difficile che tirarla su. Sembra appunto molto difficile, ma non lo è affatto. Potrebbe sembrarti difficile solo se sei “attaccato” (quasi affezionato direi) alle mura di quella prigione. Rimanere “aggrappato” alla tua prigione ti fa sentire al sicuro.

Stai commettendo anche tu l’errore di tutti? Sentire le mura della tua prigione così familiari da aver paura di buttarle giù?

In verità una parte di te vuole restare in prigione, mentre l’altra vuole evadere. La tua sfida consisterà nel rispettare entrambi i sentimenti.

Senza essere troppo dura con te stessa e sconvolgere la tua vita. Se non riesci a capire fino a che punto sei disposta a vivere in quella prigione, non riuscirai mai a venirne fuori.

Perciò puoi chiederti: “Qual è il vantaggio del restare in prigione? Cos’è che mi da questa cella che ho così paura di perdere?”

Generalmente la risposta è qualche forma di “sicurezza”. E ti dovrai anche chiedere: “Qual è il prezzo che sto pagando ogni giorno? Quanto mi costa restare in prigione? Quando mi costa, emozionalmente, fisicamente, finanziariamente restare nella mia cella?”

Spesso lo si fa in cambio di qualche forma di libertà.
Ci sono delle paure che t’impediscono di venirne fuori.
Ci sono dei limiti che ti bloccano.

Tu hai un potenziale molto più grande di quello che ora riconosci.

Tu sei molto più forte di ciò che ora credi e sei capace di fare molto di più se solo volessi impararlo.

Lunedì 8 febbraio ci sarà a Lecce la conferenza dal titolo

COME ESSERE AUTENTICI E AUTOREVOLI NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI

Analizziamo insieme queste paure, questi limiti, tiriamoli fuori e verifichiamo che impatto hanno nella tua vita. Del resto, sai qual è l’unico rischio supremo che corri? Sto per svelarti una profonda verità.

È essere te stesso. Semplicemente te stesso.

Hai paura vero? Immagino! Sapessi in quante occasioni ho avuto paura io.

Ogni scoperta è spesso preceduta dalla paura. Perché non si conoscono le conseguenze. Perché si esce dal prevedibile per entrare in un campo che sebbene presenti maggiori possibilità, inizialmente appare come sconosciuto e imprevedibile.

Prima o poi capita a tutti nella vita di affrontare questa questione.

Chi per un fallimento, chi per una malattia, chi per un divorzio, chi per una libera scelta.

Abbiamo paura di abbandonare il passato, anche se sappiamo che ci costringe a rimanere chiusi in prigione. Sono paure così forti che ci bloccano. Eppure prova a pensare alla situazione alternativa.

E se la tua vita non cambiasse mai? Se fosse esattamente così come l’hai vissuta fino ad ora? Se non avessi nessuna possibilità di fuga?

Attenzione : “Nessun cambiamento” è una condizione ancora più temibile del “cambiamento”.

“Nessun cambiamento” ci tiene in ostaggio nei nostri errori e porta alla morte di qualsiasi relazione, inclusa quella con te stesso. E non prima di un lungo periodo di sofferenza ed agonia!!

Dentro di te c’è una chiave d’oro che può aprire qualsiasi porta, puoi correggere qualsiasi comportamento sbagliato, puoi imparare da qualsiasi errore, puoi perdonare qualsiasi torto, puoi uscire dalla “tortura” di certe relazioni per trasformarle in un rapporto più sano, autentico, vero e fondato sull’amore.

Ciò che è fatto è fatto, e non si può tornare indietro nel tempo. Però hai a disposizione il momento presente per fare una nuova scelta.

Ogni momento è un buon momento per ripartire e per migliorare.
Io posso offrirti l’opportunità di conoscere cosa e come fare, di avere gli strumenti giusti per un cambiamento sereno, fatto di piccoli passi, nel rispetto dei tuoi sentimenti e delle tue paure.

Perché, ricorda, le paure non vanno eliminate. Le paure vanno assecondate, ascoltate e trattate con rispetto.

Possiamo insieme trovare quella chiave d’oro e iniziare ad aprire la porta della tua felicità, se solo volessi… Ti aspetto lunedì 8 febbraio

COME ESSERE AUTENTICI E AUTOREVOLI NELLE RELAZIONI CON GLI ALTRI

The following two tabs change content below.

Cristina Bari

Mamma di Viola, compagna di vita e di professione di Dario, ho ideato e sviluppato il metodo INCIMA, per aiutare le persone a creare una psicologia robusta e fare della felicità un'abitudine. Lo faccio offrendo ad ognuno dei miei studenti i magici benefici del coaching individuale e delle meditazioni personalizzate.

Rispondi