Scopri i 3 gradini del successo: ecco il sistema infallibile per “blindare” la conquista del tuo prossimo obiettivo.

successo


28 ottobre 2016

Blog / Metodo INCIMA - By: Dario Perlangeli

Se vuoi cambiare qualcosa nella tua vita, ma non conosci i 3 gradini del successo, puoi già (non) cominciare…perchè hai  fallito in partenza!

Ogni forma di apprendimento, quindi, di cambiamento, di successo, necessita il superamento di 3 gradini.

Sia che tu voglia gestire l’ansia, imparare a giocare a tennis, migliorare la tua capacità di utilizzare Power Point, imparare a relazionarti felicemente con il tuo partner o aumentare la tua autostima, devi conoscere queste 3 tappe. E completarle, tutte! Oppure fallirai inesorabilmente!

Del resto, quante buone intenzioni sono cadute nel vuoto fino ad oggi?

Quanti obiettivi non realizzati e quante “partenze sprint” si sono volatilizzate come cenere al vento?  Non ricordi?

Se le hai rimosse per non soffrire ulteriormente hai fatto la mossa giusta per procurarti altre delusioni.
Se il tuo passato potesse parlarti ora, ti ricorderebbe tutte quelle volte in cui hai deciso di partire spedito e, subito dopo, sei tornato indietro accampando delle scuse sulla tua presunta impossibilità o incapacità di riuscire.

Avrai più volte pensato e deciso di diventare una persona più calma, meno perfezionista o meno superficiale, più ordinata o meno zelante, più accomodante o più decisa sulle tue convinzioni.

Per non parlare di tutte quelle volte in cui hai desiderato imparare a conversare in inglese e nonostante i i libri, i corsi, gli audio e i video  studiati, hai continuato ad avere la sensazione di non riuscire ad imparare e di “dimenticare”!

Successo: difficile da raggiungere?

In tanti desiderano essere più forti, più determinati, accrescere la propria leadership in famiglia e nel lavoro, diventare dei comunicatori eccellenti o più (semplicemente) imparare a vivere senza stress. Perché alcune cose sono così difficili da raggiungere ?

Quante volte avrai detto:
“Ora basta, con la mia ingenuità!”
“Ora basta con il mio altruismo, la gente non riconosce quello che fai!”
“Ora basta con l’insicurezza, ho deciso: imparerò a dire di no!”
“Ora basta, non posso continuare con tutto questo stress. Mi dedicherò più tempo!”
“Ora basta! Comincio la dieta!”
“Ora basta! Smetto di fumare!”
Etc…

Tra il pensare (o dire) e il fare c’è di mezzo il mare, direbbe qualcuno. Io invece dico che tra il pensare e il fare c’è di mezzo il “primo gradino” dell’apprendimento.

Prima di tutto hai bisogno di un progetto (primo gradino); poi di fare esperienza di ciò che hai progettato (secondo gradino); infine di costruire l’automatismo necessario alla ripetizione spontanea e naturale del comportamento acquisito (terzo gradino).

È come dire:  penso, osservo, studio  ciò che vorrei fare o essere e agisco ripetutamente. Quindi acquisisco una nuova abitudine.
Se è così facile, perché allora non ci riesco in tutto? Perché non acquisisco le abitudini più funzionali ai miei desideri?

L’errore che probabilmente anche tu commetti (lo fanno tutti) è quello di fermarsi al sapere. Ci si ferma al solo “pensare”.
Spesso si dice: “Ho capito, lo so: ho capito come funziona, come si fa.”
Lo sapevi che dal pensare, al fare, e all’essere ci sono tre passaggi ben diversi che sono svolti da 3 diversi “cervelli” ?

Il primo gradino del successo

È così.
Si pensa con la “neocorteccia”.  La neocorteccia è la sede della mente conscia, della nostra identità. La neocorteccia è il progettista: ti permette di imparare, ricordare, ragionare, analizzare, pianificare, creare, inventare e comunicare.

La neocorteccia elabora il sapere.

Quando fai pensieri nuovi, inizi a impostare la modifica del tuo comportamento, in modo che, quando ti si presenterà l’occasione, agirai in modo diverso e otterrai risultati diversi. In altri termini: il sapere è il precursore dell’esperienza.  Dr. Joe Dispenza

 

Ad esempio osservi una gara di tennis in tv, o ne parli con un amico, e già la neocorteccia è in funzione per elaborare la conoscenza che ti porterà all’azione. Di certo, potrai pensare di aver capito come si gioca a tennis o potrai pensare di aver compreso le dinamiche per una relazione felice: l’ascolto empatico, il non giudizio, l’accettazione del modello altrui, il perdono etc.. ma questo è solo il primo gradino dell’apprendimento e del cambiamento desiderato.
Per diventare, e quindi “essere” un tennista , un buon ascoltatore, una persona “non giudicante”, un “tipo” che si gode la vita, un vincente, dovrai completare il percorso per intero: dovrai fare altri 2 gradini.

Il secondo gradino del successo

Prima di tutto, dovrai fare concretamente l’esperienza e dovrai “memorizzarla”.
Il cervello che produce sostanze chimiche per aiutarti a ricordare le esperienze è il cervello limbico o “cervello emotivo”.
Quando ti trovi nel mezzo di una nuova esperienza, come prodotto finale, vivrai delle emozioni.
Immagina di vivere con calma una situazione che in passato hai sempre vissuto con stress.
Vivi la “nuova emozione” della calma.

L’emozione induce il corpo a registrare chimicamente l’evento (secondo gradino).
Il cervello limbico favorisce la formazione di ricordi a lungo termine. In sostanza, grazie ad esso inizi a “diventare” ciò che stai imparando. Il sapere senza l’esperienza è solo filosofia. Ecco perché chi sa ma non sa fare è comunque in parte “ignorante” e vive spesso la frustrazione di “non saper fare ciò che sa”.

Solo chi vive il sapere può esser certo di aver fatto anche il secondo gradino.

Il terzo gradino del successo

Il terzo gradino del successo equivale a spostare il sapere di cui hai fatto esperienza dalla mente conscia a quella subconscia.  Si tratta ora di trasformare l’azione in un’abitudine.
Osservi, parli, pensi, elabori pensieri sulla possibilità di comportarti in maniera empatica, gentile, amorevole, non giudicante e serena e mentre lo fai accresci la tua sicurezza di poter agire coerentemente (primo gradino del successo).
Cominci ad agire e a portare l’esperienza “nel corpo”; quindi cominci a memorizzare (secondo gradino del successo).
Quando il corpo ne sa quanto la mente conscia, o persino di più, quando sei in grado di ripetere un’esperienza senza un grande sforzo consapevole, allora significa che hai memorizzato l’azione, il comportamento, l’atteggiamento o la reazione emotiva fino a farla diventare un’abilità o un’abitudine (terzo gradino del successo).

Il terzo gradino del successo si svolge infatti nel cervelletto, ovvero la sede delle abitudini. Hai fatto o praticato una cosa talmente tante volte che è diventata un’abitudine e non devi più pensarci; è diventata una cosa talmente automatica che è difficile spiegare o descrivere come lo fai.

È quello che succede a chi pratica il metodo INCIMA: acquisisce degli automatismi negli atteggiamenti mentali, nel linguaggio, nei comportamenti e nella gestione dei propri stati d’animo e non riesce a spiegare come ci sia riuscito.

“Incredibile, un tempo mi sarei arrabbiato moltissimo, invece sono rimasto sereno ad ascoltare”

“È davvero strano, ero li seduto davanti a quella persona in assoluta sicurezza e serenità; un tempo mi sarebbe venuto il mal di stomaco per  l’ansia!”

Frasi come queste le avrò sentite pronunciare centinaia di volte! 🙂

E tu? Quali automatismi vorresti acquisire per migliorare la tua vita? Vuoi essere naturalmente sereno e amarti di più “in automatico”, essere spontaneamente sicuro e fiducioso delle tue possibilità?
Non sarebbe fantastico “essere” felice e avere relazioni meravigliose in modo del tutto naturale?

A presto,
Dario.

 

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Dario Perlangeli

Papà di Viola, Lorenzo e Alessandro, insieme alla mia anima gemella Cristina ho ideato e sviluppato il metodo INCIMA, per aiutare le persone a creare una psicologia robusta e fare della felicità un'abitudine. Lo faccio offrendo ad ognuno dei miei studenti i magici benefici del coaching individuale e delle meditazioni personalizzate.

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