Scopri cosa puoi fare già da ora per evitare i danni [non irreparabili] del senso di colpa.

Senso di colpa


4 gennaio 2016

Blog / Metodo INCIMA - By: Cristina Bari

Il senso di colpa ti sta danneggiando?

Perchè farsi rovinare la vita dal senso di colpa?

È successo ancora e questo non mi “scende”.
Speravo che passasse qualche mese e invece non sono
passati 10 giorni dall’ultima volta…
Non ne posso più mi sono detta, devo fare qualcosa di forte.
Non posso più permettere che continui ad accadere
senza che io faccia qualcosa di utile.

Allora ho deciso di darci dentro.

Finalmente dedicherò tutto il mio focus per liberarti
dai condizionamenti del senso di colpa.

Ecco cosa mi ha spinto a prendere questa decisione…
Lucia mi racconta di essere costantemente sotto pressione.
Si sente inquieta, in affanno, in perenne corsa verso qualcosa che non riconosce e di cui sente una fortissima attrazione.

Lei dice di essere molto ansiosa.
È come se si fosse abituata alla tensione.
Come se fosse il suo standard di vita e non possa farne più a meno.
Quando entra nel mio studio si presenta come una bellissima ragazza
ma i suoi occhi sono tristi e il suo sguardo cupo.
È una persona interessante, ha molte cosa da dire e condividere,
ma è completamente immersa in una cappa grigia. 

Le pongo delle domande per capire dove si trova e intuisco immediatamente che è attanagliata in una morsa fatale da una profonda sensazione di essere in colpa.

Quello che prova è così schiacciante e debilitante
da impedirle di vivere pienamente la sua vita.

Lucia si sente in colpa per cose accadute nel passato.
Verso alcune prova rabbia, verso altre invece si sente abbattuta e triste.
Quando è preoccupata sta pensando al suo futuro e lo sta immaginando pieno di problemi e difficoltà.
Lucia, come moltissime altre persone, non vive il presente.
Dondola costantemente fra passato e futuro e sostiene di sentire di non avere il controllo della situazione. Sente soltanto ansia.
Un’ ansia terribile che le rovina la vita impedendole di realizzare i suoi obiettivi.

Purtroppo la situazione di Lucia, non è un’eccezione; ed è proprio questo che non riesco ad accettare.Quasi tutte le persone che incontro nel miei corsi, mi portano un esempio di colpa e di conseguente ansia.
Il mondo è pieno di gente tremendamente addolorata per cose che non avrebbe dovuto fare, oppure sgomenta per cose che potrebbero accadere nel futuro.
È probabile che anche tu, che in questo momento stai leggendo
queste mie parole, non faccia eccezione.
Colpa e ansia sono due parassiti che infettano molti aspetti della tua vita
e tu devi assolutamente sbarazzartene se vuoi una vita migliore e se vuoi
iniziare a sentirti più sereno e più felice. Non credi?

Prova a immaginare come sarebbe la tua vita
se potessi liberarti per sempre dal peso del senso di colpa.

Togli l’ansia dalla tua vita (provaci qualche attimo). Fallo ora…

Quanta luce in più avresti nel tuo sguardo se riuscissi
a vivere senza ansia e la serenità diventasse la tua abitudine di vita?

Pensaci, non sarebbe meraviglioso?
Continua a seguirmi, perché già in questo articolo potrai trovare la soluzione definitiva.

Anziché sentirti in colpa per un’azione già commessa,
perché non decidi di agire diversamente e cambiare comportamento?


Non sarebbe preferibile dimostrare a te stesso di essere capace
di farcela invece che sprecare la tua vita sul passato?
Senso di colpa [e conseguente ansia] sono due facce della stessa medaglia.
Il primo stato d’animo si riferisce a ciò che è accaduto,
mentre il secondo è focalizzato su ciò che potrebbe accadere
[e ti fa vivere nella costante paura di qualche problema].

Sono due reazioni che servono a tenerti immobile nel presente.

Quando il senso di colpa ti assale, metti a fuoco un evento passato,
ti senti abbattuto o arrabbiato per qualcosa che hai detto o fatto,
e ti lasci rapire da questo stato d’animo negativo,
fino a dimenticare di vivere il tuo presente.

Ti senti svuotato e non hai abbastanza energia per realizzare veramente la tua vita.

L’ansia ti assale e incupisce ogni evento.
Quando sei preoccupato e inquieto, passi il tuo prezioso tempo, a
lasciarti ossessionare da un evento futuro tempestando la tua mente
di paure e senso d’inadeguatezza.

Che tu guardi indietro o avanti il risultato è lo stesso:

stai buttando via il tuo presente e quindi la tua vita.

Se vuoi la soluzione segui il mio ragionamento:

a cosa serve il senso di colpa e perché così tanta gente ne soffre?

Quella volta hai detto una cosa sbagliata e hai rovinato tutto.

Quell’altra volta hai fatto una cosa che non avresti dovuto fare.

La colpa è ricordare un evento passato e sentirsi arrabbiati, tristi, frustrati,

depressi per aver agito, parlato, scelto in un certo modo piuttosto che in un altro.
La colpa è un meccanismo paralizzante che t’inchioda nel presente e t’impedisce di fare.
È un continuo crucciarsi per il passato. A cosa serve?

Stai per scoprire la vera utilità del senso di colpa e il perché

continui a provarlo e alimentarlo dentro di te.

Le conseguenze del sentirti colpevole sono varie:

➢ Ansia
➢ Perdita di energia
➢ Rabbia
➢ Depressione
➢ Incapacità di agire
➢ Inefficacia
➢ Perdita di tempo


Praticamente emozioni depotenzianti e negative che ti impediscono

di realizzare pienamente la tua vita e i tuoi obiettivi.

Stai commettendo anche tu l’errore di credere che esista un nesso
tra il sentirsi in colpa e la soluzione dei tuoi problemi?

Immagina come sarebbe la tua vita se al posto di rimuginare sul passato

imparassi ad imparare dai tuoi errori [il gioco di parole è voluto].
Imparare dai tuoi errori è necessario alla tua crescita, ma non hai bisogno di sentirti in colpa per imparare!
La colpa non serve proprio a nulla.
Puoi imparare senza sentirti in colpa, anzi
DEVI,
imparare senza sentirti in colpa!

Ora prova a trovarmi un nesso logico tra il senso di colpa e la soluzione dei problemi.

Non ci riuscirai mai. Fidati di quello che ti dico.
Non ci riuscirai mai perché non esiste alcun nesso.
E poi, dimmi:
sei mai riuscito a cambiare il passato

grazie al senso di colpa?

Non è con la colpa che si trovano le soluzioni.
Riflettere su questo nuovo punto di vista e iniziare a togliere importanza alla colpaè il primo passo verso la strada del cambiamento.

Francesco, un mio studente, per un certo periodo

ha avuto una relazione extraconiugale.

senso di colpa

Diceva di sentirsi in colpa, ma di fatto continuava a incontrare

segretamente l’altra donna tutte le settimane.
Gli ho più volte proposto di scegliere ma lui continuava a dire di non riuscirci, di non sapere da che parte veramente volesse andare.
L’unica cosa che riconosceva era un profondo senso di colpa.
Gli feci notare [ci siamo arrivati dopo diversi coaching]
che il senso di colpa di cui parlava era assolutamente inutile e “stupido”:
da una parte non migliorava la qualità del suo matrimonio,
e dall’altra gli impediva di godersi in pace la relazione.

Che cosa è successo?


Aveva solo due possibilità, era di fronte ad una scelta

che in un modo o nell’altro avrebbe cancellato il senso di colpa:

  • da un lato poteva riconoscere che il senso di colpa era una scusa
    per non occuparsi del suo matrimonio e per non spendere del tempo
    a sistemare le cose con sua moglie per salvare la sua famiglia (prima possibilità);
  • dall’altro poteva imparare ad accettare il suo comportamento, riconoscere che per lui era una possibilità giustificare i rapporti extraconiugali e prendere atto che nel suo sistema di valori era inclusa la possibilità di avere un’amante (seconda possibilità).

Sia con l’una che con l’altra, egli avrebbe eliminato il suo senso di colpa:
cambiando se stesso, oppure accettando se stesso.
Questa è una delle tante strategie risolutive che offro nei coaching ai miei clienti.

Nuove strategie per gestire il senso di colpa

Fra poco ti svelerò come imparare a mettere in atto nuove strategie
per gestire il tuo senso di colpa ed eliminarlo dalla tua vita.
Ti sei mai chiesto da dove nasce il senso di colpa?

Nessun bambino viene al mondo programmato sul senso di colpa.
I bambini sono puri e vivono nell’amore incondizionato.
Per loro è tutto meraviglia, scoperta, entusiasmo, gioia. Non conoscono il senso di colpa.
Iniziano ad assorbirlo attraverso l’atmosfera
che vivono e le informazioni, le idee, le opinioni degli adulti significativi che li aiutano a mappare la realtà fin dalla nascita.
Se vivessimo in un mondo immerso nell’amore incondizionato la colpa non esisterebbe.
Purtroppo non è così e su questo piano, ogni persona inizia
ad assorbire la colpa fin dalla nascita per poi trasformarla
in un meccanismo automatico che le condizionerà tutta la vita
[fino a quando non si decide di cambiare e di liberarsene].

In questo articolo Dario Perlangeli ha affrontato il senso di colpa in maniera molto profonda.
Sono due le fonti attraverso cui assorbiamo e alimentiamo la colpa:
1. senso di colpa ereditato
2. senso di colpa autoimposto


Vediamo punto per punto:

(1) La colpa è una reazione emotiva scatenata dagli avvenimenti dell’infanzia.
Tutta l’educazione che abbiamo ricevuto è intrisa di colpa.
Veniamo educati con frasi come:
• se lo fai un’altra volta, mi arrabbio
• dovresti vergognarti per quello che hai fatto [come se la vergogna fosse positiva]
• non ti porto più
• se non fai questo, non accadrà quest’altro
• smettila altrimenti andiamo via e non torniamo mai più


Tante piccole minacce, costanti rimproveri, eccesso di regole, incapacità di accettare 
le reazioni creative e fuori dagli schemi dei figli.
Credimi, non intendo demonizzare in assoluto le regole, perché queste,
quando sono poche e rispettose, sono sane e creano sicurezza.
Dico solo che l’eccesso di regole, ammazza la spontaneità e la creatività dei bimbi.

Parliamoci chiaro, la maggior parte dei genitori rispetta e tratta

con amore i propri figli fino a quando questi sono ubbidienti
e riflettono i canoni di ciò che i genitori credono sia giusto e vero.
Quando i figli agiscono in modo diverso, se fanno qualcosa di “sbagliato”,
se non si “comportano come dovrebbero” questi comportamenti vengono valutati come inaccettabili e scattano i rimproveri, le minacce, le punizioni.

Per quanto io sia attentissima all’educazione di mia figlia,

capita anche a me di cadere in questi schemi educativi.

Ognuno di questi comportamenti istilla dentro di noi il senso di colpa 
perché il messaggio che riceviamo e di cui ci convinciamo nel tempo è:
quello che hai fatto non va bene, tu sei sbagliato,
tu non sei abbastanza, tu non sei capace,
non te lo meriti perché hai fatto il monello ecc. ecc.

E poi c’è il senso di colpa autoimposto (2),

quello che alimentiamo in modo autonomo dentro noi stessi.

Crea una paralisi nel presente ma è indipendente da eventi dell’infanzia.

Ci si autopunisce quando si viola una norma o un codice morale degli adulti.
Lo si prova quando si è stati troppo duri con qualcuno
dicendo qualcosa che non si voleva, quando ci si sente esausti
e si desidererebbe mollare tutto, quando si fa qualcosa che si considera orrendo.

È un comportamento stupido e inutile perché non cambia assolutamente il passato.


Qualche giorno fa per le piazze di Lecce c’erano molte gite scolastiche.

Tanti bimbi e tanti insegnanti.
Ho osservato una maestra arrabbiata e tesa che urlava per strada
ai bimbi: smettetela di giocare, basta, non dovete giocare!

La domanda è: cosa dovrebbero fare i bimbi se non giocare?

Perché dovrebbero smetterla? Perché ci stanno dando fastidio
e non li sopportiamo? Non ne possiamo più?
È davvero importante quel rimprovero oppure potremmo farne a meno, trovare un modo efficace per comunicare e lasciare ai bimbi la libertà di divertirsi ?

Ti invito a riflettere…

sulle frasi che non avresti mai dovuto dire o sentire, capaci di iniettare
il senso di colpa più velocemente di un cobra reale!

La prima fonte di colpa è nel luogo per noi più importante, in famiglia.

senso di colpa

Se anche tu sei un genitore, è possibile che ti sia scappata
qualche volta una frase del genere:

• Con tutti i sacrifici che faccio per te…
• Sono rimasta con tuo padre tutti questi anni solo per amor tuo
• Venti ore di travaglio solo per metterti al mondo…mamma mia…che fatica…
• Non mi chiami mai, sono sempre io a doverti cercare
• Mi hai fatto fare una brutta figura… oggi non ti porto in palestra.
• Cosa penserà la gente?
• Se continui così mi farai venire un infarto
• Come hai potuto metterti le dita nel naso, mi hai messo in imbarazzo!
• Ti sei dimenticato di dire grazie, vergognati!
• Vuoi proprio che i nostri amici pensino che non ti ho insegnato niente?
• Parli sempre e solo tu, non lasci spazio agli altri, sei insopportabile
• Ma sei stupido, smettila subito!
• Non ti meriti nulla
• Non hai fatto i compiti, non ti meriti questo gioco
• Hai sbagliato e adesso dovrai pagarne le conseguenze, imparerai a tue spese


Potrei continuare per ore a scrivere frasi che abitualmente

i miei studenti mi riportano raccontandomi le conversazioni
con i loro figli di tutte le età, da molto piccoli, ad adolescenti, ad adulti.
In tutte queste frasi ci sono minacce, rimproveri, condanne, colpa.

È come se non fosse accettato l’errore.
Come se non si potesse sbagliare…


….ma poi chi lo dice che è veramente uno sbaglio o

che lo sbaglio non possa essere costruttivo?

Non esiste apprendimento senza errore.

È impossibile imparare qualcosa senza commettere degli errori,
e dato che la vita [tutta la vita] è apprendimento,
condannare l’errore come qualcosa di scabroso, significa interpretare
l’apprendimento come qualcosa di sbagliato, inutile, dannoso.


E poi c’è il senso di colpa a scuola, è successo anche a te vero?

senso di colpa

Alcuni insegnanti sono bravissimi a istallare il senso di colpa

[ci sono insegnanti davvero eccellenti, si aggiornano, migliorano e
imparano a parlare in modo potenziante, ma ahimè la gran parte
di loro è ancorato a un vecchio e dannoso stile comunicativo ed educativo].

Sarà successo anche a te, a scuola: i bambini sono spesso bombardati

da messaggi che urtano la loro sensibilità e li fanno soffrire moltissimo,
provocando danni [a volte molto gravi] di autostima e fiducia in se stessi.
Danni che si ripercuoteranno nella vita da adulti e nella capacità
di realizzare i propri obiettivi personali e professionali.
Ora, tu, non lasciare che delle parole sentite molti anni fa,
continuino a condizionare negativamente i tuoi risultati.

Hai sbagliato il compito perché non hai studiato, ora te la vedi tu, intanto di metto un bel 2!
➢ Dovresti vergognarti, prendere un’insufficienza, un ragazzo intelligente come te!
➢ La tua mamma sarà molto triste a causa dei tuoi brutti voti, con tutti i sacrifici che fa per te.
➢ Non sei proprio portato per questa materia, è inutile!
➢ Non hai fatto i compiti, pensi troppo alle stupidaggini invece di studiare.
➢ Non capite nulla, se non studierete seriamente, resterete degli stupidi

Davvero credi che stia esagerando?

Purtroppo è ciò che le mie orecchie sentono tutti i giorni

dai genitori che mi raccontano storie tristissime di bambini
che hanno perso l’entusiasmo nello studio a causa d’insegnanti
“ignoranti” in materia [per materia mi riferisco alla capacità di ognuno di noi di vivere una vita serena, piena, soddisfacente, nella fiducia e nell’armonia].
Dai, lo sanno davvero tutti che si educa con l’esempio, con l’entusiasmo, con la gioia.
Imparare dovrebbe essere un gioco meraviglioso non un lavoro duro e faticoso.

E infine il senso di colpa nelle relazioni


Una volta istallato a livello subconscio da bambini, il senso di colpa si autoalimenta 
e si riflette in comportamenti automatici nelle relazioni fra adulti.
Prendiamo ad esempio i comuni dialoghi fra partner.

Ti è mai capitato di dire o di sentirti dire: “se tu mi amassi davvero, 
non ti comporteresti così!”?
Oppure dopo una lite: “Con te non parlo più così impari!”

Queste espressioni sono un modo per castigare il partner, 
come se amare qualcuno dipendesse da come questa persona si comporta.
Ogni volta che una persona delude le tue aspettative o non corrisponde il tuo amore, si ricorre al senso di colpa per rimetterlo in carreggiata e farlo tornare all’ovile.

Rancore, mutismo, sguardi arcigni, dispetti, servono a ingenerare il senso di colpa. 
Lo facciamo in automatico, tutti, perché ce lo abbiamo scritto dentro a livello subconscio.

“Mi tocca sempre sparecchiare, sappi che anche io lavoro, tu non ne vuoi sapere nulla di aiutarmi in casa eh?” 

Lo scopo è di far fare all’altra persona ciò che si vuole.

Il metodo?

Il senso di colpa.

Lo hai imparato anche tu da piccolo e quindi è
naturale replicarlo automaticamente da grande.

Quello che hai dentro come informazioni, come esempi e stili di vita, è diventata
la tua programmazione mentale, che fa da filtro e da riferimento per muoverti nella realtà.

Ma se il senso di colpa è così diffuso avrà anche una certa utilità si spera!


Tra pochi giorni potrai continuare la tua lettura con questo nuovo post dal titolo:

“Perché anche tu preferisci sentirti in colpa invece di utilizzare
queste 9 strategie per liberartene completamente”?


Se vuoi contattarmi in privato perchè senti la necessità di un confronto, scrivimi.

Non esitare a farlo. Il mio indirizzo è cristina@loadtrainers.it

The following two tabs change content below.

Cristina Bari

Mamma di Viola, compagna di vita e di professione di Dario, ho ideato e sviluppato il metodo INCIMA, per aiutare le persone a creare una psicologia robusta e fare della felicità un'abitudine. Lo faccio offrendo ad ognuno dei miei studenti i magici benefici del coaching individuale e delle meditazioni personalizzate.

Rispondi